Da Datasport.it
Incredibile impresa della staffetta 4x100 m maschile della Giamaica. Il quartetto caraibico, formato da Nesta Carter, Michael Frater, Usain Bolt e Asafa Powell, ha infatti vinto l`oro, abbassando di ben tre decimi (39``10) il precedente record mondiale, stabilito dagli Stati Uniti nel 1992 a Barcellona, poi eguagliato, l`anno dopo, sempre dalla staffetta americana a Stoccarda. I giamaicani hanno preceduto nella finale la staffetta di Trinidad e Tobago (che ha vinto l`argento) e quella del Giappone (bronzo).
Gli Stati Uniti non partecipavano alla finale a causa dell`errore nel passaggio del testimone commesso da Tyson Gay che li ha estromessi dalla semifinale. Con la vittoria nella staffetta della 4x100 e` arrivata anche la terza medaglia d`oro e il terzo record del mondo alle Olimpiadi di Pechino per Usain Bolt. In precedenza il velocista giamaicano aveva dominato prima i 100 metri (9``69) e i 200 (19``30). Il 22enne in questo modo raggiunge gli americani Jesse Owens, Bobby Morrow e Carl Lewis, i soli riusciti a realizzare la tripletta olimpica nella storia dei Giochi. Se ce n`era bisogno dunque Bolt entra nella leggenda. Definitivamente.
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sabato 23 agosto 2008
venerdì 22 agosto 2008
USAIN BOLT ORO E RECORD DEL MONDO NEI 100 METRI
Da Lastampa.it
Il giamaicano batte Thompson e Dix firmando il nuovo primato con 9"69, arrivando addirittura in surplus
PECHINO
Impressionante prova di forza di Usain Bolt nella gara regina delle Olimpiadi. Il giamaicano ha vinto la medaglia d'oro, stabilendo il nuovo clamoroso record del mondo in 9"69. Sarebbe curioso sapere che tempo avrebbe corso il velocista caraibico, se non si fosse rialzato nel finale per festeggiare a braccia aperte, per poi battersi il petto sul traguardo.
Dietro di lui, il vuoto: a 2 decimi arriva lo sprinter di Trinidad e Tobago Richard Thompson, terzo a sorpresa giunge l'americano Walter Dix. Solo quinto l'ex primatista del mondo e numero due della distanza, Asafa Powell.
In semifinale era finita prematuramente l'avventura di Tyson Gay. L'americano, non al meglio fisicamente, è giunto soltanto quinto nella sua semifinale, fallendo così l'accesso alla finale.
La ricetta della vittoria per il giamaicano: la tranquillità
«Io non sono venuto a Pechino per il record del mondo che posso ancora migliorare, io sono qui per l’oro e questo ho vinto». Usain Bolt non ha dubbi, il suo obiettivo ai Giochi di Pechino 2008 era la medaglia d’oro nei 100 metri e non importa se per vincerla ha abbassato ulteriormente il
primato mondiale, migliorandosi di 3 centesimi, portandolo a 9"69.
«Il segreto è venire qui rilassati, tranquilli. Io volevo fare qualcosa e l’ho fatto», ha spiegato l’uomo più veloce del mondo.
Asafa Powell: «Bolt? Non c'è modo di fermarlo»
Il velocista giamaicano Asafa Powell ha detto di essere rimasto «scioccato» dopo aver fallito il tentativo di vincere una medaglia ai Giochi Olimpici di Pechino. Powell nella finale dei 100 metri maschili ha chiuso solo al quinto posto. «Volevo veramente vincere una medaglia. Se fossi arrivato secondo, sarei stato contento lo stesso», ha detto pochi minuti dopo la finale. «Bolt è il migliore», ha ammesso il 25enne Powell.
«Non c’è modo di fermarlo. Sarebbe potuto anche essere più veloce. Ed è molto giovane», ha aggiunto il giamaicano. Powell, uno dei favoriti per i 100 metri alla vigilia,ha detto che si sentiva molto stanco. «Le mie gambe erano morte». Anche per questo ha fatto segnare il tempo di 9"95 molto lontano dal 9"69 del vincitore. «Bolt era veramente irraggiungibile questa sera, è stato spettacolare, assolutamente il migliore». Lo statunitense Tyson Gay che era un altro dei candidati all’oro, non è neanche riuscito a qualificarsi per la finale.
Il giamaicano batte Thompson e Dix firmando il nuovo primato con 9"69, arrivando addirittura in surplus
PECHINO
Impressionante prova di forza di Usain Bolt nella gara regina delle Olimpiadi. Il giamaicano ha vinto la medaglia d'oro, stabilendo il nuovo clamoroso record del mondo in 9"69. Sarebbe curioso sapere che tempo avrebbe corso il velocista caraibico, se non si fosse rialzato nel finale per festeggiare a braccia aperte, per poi battersi il petto sul traguardo.
Dietro di lui, il vuoto: a 2 decimi arriva lo sprinter di Trinidad e Tobago Richard Thompson, terzo a sorpresa giunge l'americano Walter Dix. Solo quinto l'ex primatista del mondo e numero due della distanza, Asafa Powell.
In semifinale era finita prematuramente l'avventura di Tyson Gay. L'americano, non al meglio fisicamente, è giunto soltanto quinto nella sua semifinale, fallendo così l'accesso alla finale.
La ricetta della vittoria per il giamaicano: la tranquillità
«Io non sono venuto a Pechino per il record del mondo che posso ancora migliorare, io sono qui per l’oro e questo ho vinto». Usain Bolt non ha dubbi, il suo obiettivo ai Giochi di Pechino 2008 era la medaglia d’oro nei 100 metri e non importa se per vincerla ha abbassato ulteriormente il
primato mondiale, migliorandosi di 3 centesimi, portandolo a 9"69.
«Il segreto è venire qui rilassati, tranquilli. Io volevo fare qualcosa e l’ho fatto», ha spiegato l’uomo più veloce del mondo.
Asafa Powell: «Bolt? Non c'è modo di fermarlo»
Il velocista giamaicano Asafa Powell ha detto di essere rimasto «scioccato» dopo aver fallito il tentativo di vincere una medaglia ai Giochi Olimpici di Pechino. Powell nella finale dei 100 metri maschili ha chiuso solo al quinto posto. «Volevo veramente vincere una medaglia. Se fossi arrivato secondo, sarei stato contento lo stesso», ha detto pochi minuti dopo la finale. «Bolt è il migliore», ha ammesso il 25enne Powell.
«Non c’è modo di fermarlo. Sarebbe potuto anche essere più veloce. Ed è molto giovane», ha aggiunto il giamaicano. Powell, uno dei favoriti per i 100 metri alla vigilia,ha detto che si sentiva molto stanco. «Le mie gambe erano morte». Anche per questo ha fatto segnare il tempo di 9"95 molto lontano dal 9"69 del vincitore. «Bolt era veramente irraggiungibile questa sera, è stato spettacolare, assolutamente il migliore». Lo statunitense Tyson Gay che era un altro dei candidati all’oro, non è neanche riuscito a qualificarsi per la finale.
USAIN BOLT ORO E RECORD NEI 200
Da Corrieredellosport.it
PECHINO, 20 agosto - Il giamaicano Usain Bolt ha conquistato la medaglia d'oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Pechino con il tempo di 19"30, record mondiale, con un metro di vento contrario. Il precedente limite, 19"32, era stato fissato dallo statunitense Michael Johnson alle Olimpiadi di Atlanta 1996. Subito dopo il successo l'atleta si è rivolto alla telecamera ed in mondovisione ha urlato: «Sono io il numero uno». Poi dagli altoparlanti dello stadio Nido d'Uccello di Pechino risuonano le note di "Happy birthday to you": domani, infatti, il neocampione olimpico dei 200 compie 22 anni. «Mi sentivo affaticato - dice Bolt - e ho dovuto veramente tutto per realizzare questa prestazione. Non pensavo di riuscire a fare una performance del genere prima di questi Giochi. Ma dopo un paio di corse sui 100 metri, ho visto quanto era rapida questa pista e ho capito che questi record potevano essere battuti».
LEGGENDA DELLO SPORT - Con questo risultato, Bolt entra nella leggenda dello sport. A Pechino il fenomeno giamaicano è diventato il primo sprinter a detenere entrambi i record dall'introduzione del cronometraggio elettronico e il nono a centrare la doppietta 100-200 ai Giochi, il primo dal 1984. Ha inflitto un distacco mai visto prima nel mezzo giro di pista (52 centesimi al secondo classificato) e ha bissato il successo a Montreal 1976 del connazionale Don Quarrie. Bolt ha ripetuto il copione già recitato nei 100, ma solo nella prima parte. Ha gigioneggiato con pubblico e telecamere prima di accovacciarsi sui blocchi ed è partito alla grande, come non gli capita spesso. A differenza del primo oro, però, stavolta ha corso fino in fondo, sapendo che era necessario farlo per cancellare il primato di Johnson. Il suo show è stato semplicemente mostruoso, perché il limite fissato dodici anni fa dal texano sembrava potesse durare per lungo tempo ancora. E invece l'immenso talento del caraibico ha spazzato via anche questo confine, prendendosi gioco del metro di vento a sfavore incontrato sulla pista cinese. E adesso potrebbe togliersi la soddisfazione di portare a casa il terzo oro con la staffetta 4x100. Visto lo stato di forma dei giamaicani, probabile che ce la faccia.
PARERI CONTRASTANTI - E pensare che prima della finale Johnson aveva dichiarato il suo scetticismo sulle possibilità di Bolt di battere il suo record. «Non credo che ce la farà qui» aveva affermato il leggendario campione americano. Diverso il parere di Pietro Mennea, primatista mondiale sui 200 per ben 17 anni (1979-1996). Secondo lo sprinter di Barletta, con gli straordinari risultati di Pechino, Bolt non ha ancora dimostrato tutto il suo potenziale: il giamaicano vale i 19”20 sui 200 e i 9”50 sui 100. «Ormai corre solo contro se stesso - ha detto all'Ansa l'ex velocista azzurro commentando la seconda impresa di Bolt ai giochi olimpici - per anni non avrà avversari e questi record può attaccarli solo lui. Deve porsi degli obiettivi ambiziosi e può riuscire a centrarli». A realizzare la doppietta 100-200 prima di Bolt erano stati in otto. L'ultimo Carl Lewis a Los Angeles 1984. Prima di lui Archie Hahn (Usa) nel 1904; Ralph Craig (Usa) nel 1912, Percy Williams (Canada) nel 1928; Eddie Tolan (Usa) nel 1932; Jesse Owens (Usa) nel 1936; Bobby Joe Morrow (Usa) nel 1956; Valeriy Borzov (Urss) nel 1972.
TABELLA INTERNAZIONALE - Convertendo i risultati cronometrici in punti con la tabella internazionale, Bolt fra 100 e 200 metri arriva a 2.670: 1.332 per il 9"69 e 1.338 per il 19"30. Il secondo, Tyson Gay, si ferma a 2.588 con i suoi personali di 9"77 e 19"62. L'argento della finale di Pechino è andato a Churandy Martina (19"82), che ha regalato alle Antille Olandesi la prima medaglia nella storia dell'atletica leggera olimpica; il bronzo allo statunitense Shawn Crawford (19"96), favorito dalla squalifica del connazionale Wallace Spearmon per invasione di corsia.
DOPPIA SQUALIFICA - Ha festeggiato con la bandiera a stelle e strisce sulle spalle, ha accennato un balletto assieme a Bolt, ha abbracciato il secondo arrivato, Churandy Martina: sono stati diversi minuti surreali quelli vissuti dall'americano Spearmon, terzo nella finale dei 200, ma squalificato per invasione di corsia. Prima che si rendesse conto della squalifica è passato un tempo apparso infinito a chi guardava le immagini in tv. Quando ha saputo la notizia, Spearmon ha esclamato «Io? Mi hanno squalificato?», mentre il connazionale Shawn Crawford sembrava sorpreso per il bronzo che gli era toccato. «Sono scioccato - ha dichiarato Crawford -. Apparentemente ha invaso la corsia, ma io non me ne sono accorto. Per me, la medaglia è sua. Mi ha battuto. Spero che la decisione sia rivista. Non merito questa medaglia». Entusiasta invece la medaglia d'argento Churandy Martina, velocista delle Antille Olandesi. «Ci credevo, l'ho fatto» ha detto ai microfoni della Rai. Ma l'incubo vissuto da Spearmon è toccato poco dopo anche al povero Martina. Dopo aver rivisto i filmati della gara, i giudici hanno deciso di qualificare anche lui. Il campione di Atene 2004 Crawford, così, in poco più di trenta minuti è passato dalla medaglia di legno a quella d'argento. Una specie di miracolato. E miracolato si sentirà sicuramente anche l'altro americano Walter Dix, che in pista era arrivato quinto, ma dopo le squalifiche dei due rivali potrà mettersi al collo il secondo bronzo di questi Giochi dopo quello dei 100. Il podio dei 200, speriamo definitivo, a questo punto vede primo Bolt, secondo Crawford, terzo Dix, quarto Brian Dzingai (Zimbabwe), quinto Christian Malciolm (Gran Bretagna), sesto Kim Collins (St. Kitts & Nevis).
GIAMAICA SUPER - La Giamaica festeggia anche con le donne. Melaine Walker ha conquistato l'oro sui 400 ostacoli facendo registrare il quarto crono di tutti i tempi (52”64), migliorando il suo personale (53”48) di quasi un secondo. Alle spalle della Walker si sono piazzate la statunitense Sheen Tosta (53”70) e la britannica Tasha Danvers (53”84). Per la piccola nazione caraibica è il quarto oro nell'atletica dopo la doppietta di Bolt e la vittoria di Shelly-Ann Fraser sui 100
PECHINO, 20 agosto - Il giamaicano Usain Bolt ha conquistato la medaglia d'oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Pechino con il tempo di 19"30, record mondiale, con un metro di vento contrario. Il precedente limite, 19"32, era stato fissato dallo statunitense Michael Johnson alle Olimpiadi di Atlanta 1996. Subito dopo il successo l'atleta si è rivolto alla telecamera ed in mondovisione ha urlato: «Sono io il numero uno». Poi dagli altoparlanti dello stadio Nido d'Uccello di Pechino risuonano le note di "Happy birthday to you": domani, infatti, il neocampione olimpico dei 200 compie 22 anni. «Mi sentivo affaticato - dice Bolt - e ho dovuto veramente tutto per realizzare questa prestazione. Non pensavo di riuscire a fare una performance del genere prima di questi Giochi. Ma dopo un paio di corse sui 100 metri, ho visto quanto era rapida questa pista e ho capito che questi record potevano essere battuti».
LEGGENDA DELLO SPORT - Con questo risultato, Bolt entra nella leggenda dello sport. A Pechino il fenomeno giamaicano è diventato il primo sprinter a detenere entrambi i record dall'introduzione del cronometraggio elettronico e il nono a centrare la doppietta 100-200 ai Giochi, il primo dal 1984. Ha inflitto un distacco mai visto prima nel mezzo giro di pista (52 centesimi al secondo classificato) e ha bissato il successo a Montreal 1976 del connazionale Don Quarrie. Bolt ha ripetuto il copione già recitato nei 100, ma solo nella prima parte. Ha gigioneggiato con pubblico e telecamere prima di accovacciarsi sui blocchi ed è partito alla grande, come non gli capita spesso. A differenza del primo oro, però, stavolta ha corso fino in fondo, sapendo che era necessario farlo per cancellare il primato di Johnson. Il suo show è stato semplicemente mostruoso, perché il limite fissato dodici anni fa dal texano sembrava potesse durare per lungo tempo ancora. E invece l'immenso talento del caraibico ha spazzato via anche questo confine, prendendosi gioco del metro di vento a sfavore incontrato sulla pista cinese. E adesso potrebbe togliersi la soddisfazione di portare a casa il terzo oro con la staffetta 4x100. Visto lo stato di forma dei giamaicani, probabile che ce la faccia.
PARERI CONTRASTANTI - E pensare che prima della finale Johnson aveva dichiarato il suo scetticismo sulle possibilità di Bolt di battere il suo record. «Non credo che ce la farà qui» aveva affermato il leggendario campione americano. Diverso il parere di Pietro Mennea, primatista mondiale sui 200 per ben 17 anni (1979-1996). Secondo lo sprinter di Barletta, con gli straordinari risultati di Pechino, Bolt non ha ancora dimostrato tutto il suo potenziale: il giamaicano vale i 19”20 sui 200 e i 9”50 sui 100. «Ormai corre solo contro se stesso - ha detto all'Ansa l'ex velocista azzurro commentando la seconda impresa di Bolt ai giochi olimpici - per anni non avrà avversari e questi record può attaccarli solo lui. Deve porsi degli obiettivi ambiziosi e può riuscire a centrarli». A realizzare la doppietta 100-200 prima di Bolt erano stati in otto. L'ultimo Carl Lewis a Los Angeles 1984. Prima di lui Archie Hahn (Usa) nel 1904; Ralph Craig (Usa) nel 1912, Percy Williams (Canada) nel 1928; Eddie Tolan (Usa) nel 1932; Jesse Owens (Usa) nel 1936; Bobby Joe Morrow (Usa) nel 1956; Valeriy Borzov (Urss) nel 1972.
TABELLA INTERNAZIONALE - Convertendo i risultati cronometrici in punti con la tabella internazionale, Bolt fra 100 e 200 metri arriva a 2.670: 1.332 per il 9"69 e 1.338 per il 19"30. Il secondo, Tyson Gay, si ferma a 2.588 con i suoi personali di 9"77 e 19"62. L'argento della finale di Pechino è andato a Churandy Martina (19"82), che ha regalato alle Antille Olandesi la prima medaglia nella storia dell'atletica leggera olimpica; il bronzo allo statunitense Shawn Crawford (19"96), favorito dalla squalifica del connazionale Wallace Spearmon per invasione di corsia.
DOPPIA SQUALIFICA - Ha festeggiato con la bandiera a stelle e strisce sulle spalle, ha accennato un balletto assieme a Bolt, ha abbracciato il secondo arrivato, Churandy Martina: sono stati diversi minuti surreali quelli vissuti dall'americano Spearmon, terzo nella finale dei 200, ma squalificato per invasione di corsia. Prima che si rendesse conto della squalifica è passato un tempo apparso infinito a chi guardava le immagini in tv. Quando ha saputo la notizia, Spearmon ha esclamato «Io? Mi hanno squalificato?», mentre il connazionale Shawn Crawford sembrava sorpreso per il bronzo che gli era toccato. «Sono scioccato - ha dichiarato Crawford -. Apparentemente ha invaso la corsia, ma io non me ne sono accorto. Per me, la medaglia è sua. Mi ha battuto. Spero che la decisione sia rivista. Non merito questa medaglia». Entusiasta invece la medaglia d'argento Churandy Martina, velocista delle Antille Olandesi. «Ci credevo, l'ho fatto» ha detto ai microfoni della Rai. Ma l'incubo vissuto da Spearmon è toccato poco dopo anche al povero Martina. Dopo aver rivisto i filmati della gara, i giudici hanno deciso di qualificare anche lui. Il campione di Atene 2004 Crawford, così, in poco più di trenta minuti è passato dalla medaglia di legno a quella d'argento. Una specie di miracolato. E miracolato si sentirà sicuramente anche l'altro americano Walter Dix, che in pista era arrivato quinto, ma dopo le squalifiche dei due rivali potrà mettersi al collo il secondo bronzo di questi Giochi dopo quello dei 100. Il podio dei 200, speriamo definitivo, a questo punto vede primo Bolt, secondo Crawford, terzo Dix, quarto Brian Dzingai (Zimbabwe), quinto Christian Malciolm (Gran Bretagna), sesto Kim Collins (St. Kitts & Nevis).
GIAMAICA SUPER - La Giamaica festeggia anche con le donne. Melaine Walker ha conquistato l'oro sui 400 ostacoli facendo registrare il quarto crono di tutti i tempi (52”64), migliorando il suo personale (53”48) di quasi un secondo. Alle spalle della Walker si sono piazzate la statunitense Sheen Tosta (53”70) e la britannica Tasha Danvers (53”84). Per la piccola nazione caraibica è il quarto oro nell'atletica dopo la doppietta di Bolt e la vittoria di Shelly-Ann Fraser sui 100
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